Bitches we came back!
Sono passati tanti anni, tipo 4 anni, ma noi siamo più roventi e stagionate che mai.
Per chi tra voi ha aspettato tutto questo tempo eccovi ripagati con una nuova avventura per under 35. Questa volta, vista l’età e i tanti impegni lavorativi (perché ormai siamo persone serie, e qualcuno di noi è pure andato a votare) abbiamo scelto una meta poco distante dalle Orobie. Volevamo bei paesaggi, cibo buono e strade sterrate: Monferrato. La sorella selvaggia e povera delle Langhe, meno fighetta, autentica e ruspante. Praticamente la nostra descrizione. Ci accompagnano e possono godere della nostra aitante presenza due giovini di spessore della Bergamo Che Conta: Sinny e Nano. Due marcantoni di due metri con chiappe d’acciaio, mica roba da poco. Le previsioni del tempo sono incerte, forse prenderemo un po’ di acqua ma secondo 3bmeteo comunque poca. Cercheremo di seguire la Monferrato Gravel Traverse un percorso gravel su e giù tra colline, boschi, argini e vigneti. Sulla carta tutto bene. L’inizio del percorso è su Casale Monferrato dove, su un sentiero impestato di fango, sterpaglie e erba alta quanto noi, corriamo alla velocità di lumache lungo l’argine del Po. La ruota della Ele, dopo aver attraversato una pozzanghera di merda, ci accompagna con il suo odore di stalla per un bel po’ di km.
Dopo circa 20 km a Nano si rompe un raggio della sua Triban 520 polifunzionale. Un corollario di bestemmie scaturisce come il canto di un usignolo. Il commesso della Decathlon di Asti al telefono ci dice che in 3 o 4 giorni arriverà il pezzo di ricambio ma ignora che noi tra 3 giorni saremo già al lavoro. Fortunatamente 5 vecchietti super attrezzati e con bici il cui valore totale è pari a quello di un bilocale in Piazza Vecchia fanno una riparazione veloce ma resistente del raggio con del nastro isolante. Proseguiamo quindi sul percorso asfaltato e passiamo la giornata tra le colline pittoresche del Monferrato. Ci fermiamo solo per: un panino con un cotto superbo, una piastrella di formagella, insalata (e poca maionese). Per gli uomini senza maionese e erba. Una barretta energetica per salvare Sinny dai crampi.
7 litri di Coca Cola e un ghiacciolo per combattere l’umidità e la calura. Dopo 95 km e dislivello pari a poco meno di due ripetute in Selvino arriviamo nella ridente Asti, dopo aver percorso per gli ultimi 7 km un Sahara di sabbia a lato del fiume. Ci aspetta un super appartamento con una stanza per uno, una next to me, che non si sa mai porti bene, due bagni, una lavatrice che viene prontamente attaccata dalla Ele che ci costringe a spogliarci alla velocità della luce per lavare le nostre tutine zozze prima che venga a piovere. A cena da Campanarò, nonostante un ottimo menù di piatti piemontesi che in tre di noi riescono a gustare, qualcuno sceglie una cena a base di un solo ingrediente: asparagi. Per antipasto un piatto da un chilo di asparagi bolliti e per primo una carbonara di asparagi. Vi lasciamo immaginare liberamente l’eau de toilette che aleggia nel nostro bagno dopo ogni minzione. Una bella scoperta il Ruché di Castagnole del Monferrato. Adesso andiamo a letto belli cotti e domattina colazione rumena. Adossss! Ciao.




