Sesta tappa: Ortona – Marina di Vasto, 50 km, dislivello poco anche oggi

Bitches and big dick si svegliano nella casa degli appuntamenti di Ortona. La notte è trascorsa bene e ci siamo riposati. Facciamo una ricca colazione in centro e scendiamo verso il mare verso la pista ciclabile, direzione e meta finale del viaggio: Marina di Vasto. Oggi è l’ultima pedalata. Zano è stra felice, le bitches un po’ meno.

La strada è una figata! Il fondo della pista si alterna tra “breccino” (sterrato) e asfalto appena posato. La vista è mozzafiato! Percorriamo una parte di Abruzzo selvaggia, dove la costa è arricchita da strutture utilizzate un tempo per la pesca, i trabocchi. Evvai! Seconda caduta per Viola (Elena 0): la sfiga gira quest’anno. (È tutto dovuto ai pedalini troppo vecchi).

La giornata è torrida e nonostante i pochi km abbiamo bisogno di fermarci per rifocillarci: troviamo i bagni di Mimì, dopo diversi tentativi andati vani che ci hanno fatto perdere tempo ed energie. In uno di questi tentativi Ele è almeno riuscita ad evitare un disastro naturale dovuto al mal di pancia, con vista dal trabocco. Il pranzo è regale, mangiamo buon pesce e beviamo Pecorino. Ci sentiamo talmente borghesi che Zano ci soprannomina Madame Mia Debif (Ele) e Madame Mia Demaia (Vio) e con questa battuta andiamo avanti a ridere fino ad ora.

Anche se è bassa stagione è difficile trovare un alloggio per la notte però alla fine…. troviamo l’ Hotel Royal con una pacchianissima mega corona di 2x3m sul tetto, stilosa come noi, che ci dà anche ombrellone e sdraio incluse. Nel frattempo Tota2020 (aka Domenico Grossi) è arrivato a Vasto e ci accordiamo per una cena che purtroppo non avverrà per cause di forza maggiore. Buon viaggio Domenico!!! Vasto ci sembra lontanissima, sono 3 km in salita, ma Luca lo spiaggino ci dice che non possiamo perdercela, allora troviamo un bus che sale. La città è bellissima e pienissima di gente.

Non ce n’è Coviddi qua, cit. Riusciamo a sederci ad un tavolo all’alba delle 22.30. Ma come torniamo a casa???? La discesa a piedi è lunga, buia e dicono che ci siano i cinghiali. Allora tentiamo l’autostop, anche se in 3 sembra difficile. Tac! Tempo zero, dopo un Maserati che non ci calcola, si ferma un Range Rover con a bordo Roberto e Noemi che ci accompagnano fino a Marina di Vasto. L’unico sussulto che hanno è quando ci chiedono da dove veniamo. Però safety first: indossiamo già tutti le mascherine. Le ASR sono stanche a tarda sera, Zano invece vorrebbe fare festa perché dice che se va a letto ora non si addormenta più.

E invece, nemmeno il tempo di toccare il cuscino che già sta russando e sognando nuove mete da raggiungere con noi in bicicletta.

Anche per quest’anno è finita. Domani si torna a casa con una serie di regionali per un totale di 11 ore, sperando di non perdere la coincidenza a Milano o ci toccherà dormire in piedi.


Grazie Mony di non averci bidonato, grazie Zano per averci fatto bere buon vino e averci protetto da Matteo, grazie ai nostri followers che ci sostengono da ormai un anno, grazie mamma e grazie papi per averci fatto così speciali e uniche, grazie Marche e Abruzzo per la vostra bellezza e a tutti i cuochi che hanno cucinato per noi. Grazie ai futuri sponsor che sceglieranno di finanziare i viaggi dei prossimi anni. Grazie ai Pop che ci sono da esempio. Grazie, Graziella e grazie al *!
Vostre per sempre,
Madame Mia Debif & Madame Mia Demaia
