
Alghero – Sassari
40 km circa
Poi treno per Olbia e traghetto per Genova.
Ieri sera in trattoria abbiamo ordinato chiaramente più del necessario, così ora ci troviamo con una vaschetta di varie qualità di pecorino sardo attaccate ai bagagli delle bici. L’idea è quella di regalarla a un passante bisognoso. Iniziamo così la nostra ultima tappa che dal mare dell’ ovest ci porta fino alla città di Sassari dove prenderemo un magico Trenitalia fino a Olbia. Là ci aspetta il traghetto di ritorno verso il continente. La strada è una mini tappa, scorrevole e con poco dislivello.


Nonostante ciò, a pochi km dall’arrivo appare un’ enorme pianta di fichi, belli maturi (come noi). San Cule il passante. Mega ideona: pecorino e fichi per il viaggio in treno. A Sassari importuniamo una signora che sta lavorando in stazione per farci uno shot da selle roventi, che esce come esce, ma va bene così.


Il treno per Olbia si compone di una carrozza sulla quale in teoria non potrebbero manco starci le bici. Abbiamo fatto finta di niente e le abbiamo portare con noi, pagando ovviamente il supplemento di 3,5 € a bici. Il controllore facendo uno strappo alla regola ci ha fatto caricare tutto. Il viaggio in treno dura un paio d’ore, visto un problema tecnico con i passaggi a livello che rimanevano aperti, non consentendoci il transito. Cogliamo l’occasione per fare la nostra merenda regale. A Olbia c’è tanto tanto tempo di attesa che occupiamo con un pranzo, spesa per il traghetto, bancarelle varie di souvenir e per l’incontro con un altro cicloturista che viaggiava in compagnia di una gallina che ci ha intimato scherzosamente di smetterla di guardargli l’uccello. Alle 21.30 Moby lascia il porto di Olbia e la Sardegna diventa pian piano più piccola e lontana.



Non è un addio ma sicuramente un arrivederci perché alla fine abbiamo percorso 440 km circa, pedalato per 25 ore e mezza, perso più di 8000 kcal (che abbiamo tranquillamente recuperato), attraversato dieci località, fatto il bagno in acque stupende, incontrato zero uomini poiché alle 22 eravamo quasi sempre a letto e alle 6 sempre sveglie, fatto un botto di risate e cinquemila fotografie, iniziato un blog, rassodato lievemente, forse, mah, vedremo, i glutei, consumato i copertoni delle nostri rombanti bici senza forare e senza perdere i denti. Ne abbiamo ancora 63 e mezzo in due. Non abbiamo lasciato pezzetti di noi in giro e complessivamente stiamo meglio di quando siamo partite.

Grazie alla protezione di tutti i santi e di tutte le religioni che ci hanno accompagnato sulla strada e a chi ci ha letto e fatto compagnia. Ci avete fatto sentire delle travel blogger di successo!!! Ci basta poco, siamo ragazze fighe e umili!!! Prossimo viaggio da programmare riconfermando la squadra delle Aspiranti Selle Roventi. Ringraziamo la vera Sella Rovente per averci ispirato e il Bepi per averle scritto una canzone (e non averci risposto alla mail!!!). E ades a laurà!!! Perché come dice il saggio: la eta l’è düra per töch (trad per calabresi and co: ” E adesso a lavorare che la vita è dura per tutti!).



Ps: tantissimi auguri milly, ti vogliamo bene!
Grazie,
Elena e Viola

























































